Risposta al sindaco

Non vogliamo alimentare inutili polemiche, ma un paio di cose, in merito alle dichiarazioni del sindaco apparse sui giornali locali, vorremmo dirle.

Siamo contenti che Corriere e Gazzetta abbiano affrontato il tema, non per nostro vanto, ma perché così si è data l’opportunità, anche a chi non ha potuto leggere i volantini, di farsi un’idea su alcuni dei contenuti che abbiamo trattato.

A riguardo delle parole del sindaco vogliamo fare alcune puntualizzazioni:

ringraziamo la diagnosi che ci è stata fatta dal dottor Beoletto: siamo, dal punto di vista medico, dei disadattati. Felici di essere stati oggetto di un’attenta analisi medica, proveremo a curarci di conseguenza. Abbiamo fiducia nel fatto che il sindaco sa perfettamente cosa corrisponde e cosa non corrisponde alla volontà dei canalesi. Forse non tutti… Siamo ugualmente fiduciosi che il sindaco conosca benissimo le citazioni che abbiamo usato, ma non può accusarci di averle estrapolate da altri discorsi.  La poesia di Owen racconta gli orrori della guerra e i versi che abbiamo citato non sono fraintendibili o equivoci. Il brano di Don Milani è tratto da “l’obbedienza non è più una virtù”, libretto che testimonia gli atti del processo e la difesa di Don Milani dall’accusa di apologia di reato (l’obiezione di coscienza) nel 1965. Tutto il contenuto della sua autodifesa è incentrato su rifiuto della guerra, responsabilità personale e critica a un’idea di patria vecchia e dannosa. Non c’è una parola interpretabile in senso opposto, le sue tesi sono chiare. Invitiamo il sindaco a rileggere il testo, non troverà nulla di diverso dal brano che abbiamo citato. Il passo preso dall’Antigone di Sofocle invece non riguardava il militarismo ma la delicata discussione tra le leggi dello stato e la coscienza personale di ogni uomo: è il tema di tutta la tragedia, non abbiamo riportato nulla di infedele.

La nostra critica, se aveste letto bene, non è rivolta agli alpini in sé, ma all’idea che ogni gruppo militare porta: un’immagine di patria e di pace che noi crediamo distorta o quanto meno anacronistica.

Perché continua a dare fastidio il nostro anonimato? Leggete i volantini e rispondete sui contenuti che come al solito, non sono stati confutati seriamente, se non appellandosi a “valori da rispettare per tutta la gente di buon senso”.

Ringraziamo la disponibilità per un confronto con l’amministrazione, ma non ne capiamo l’utilità. I nostri temi esulano dalle problematiche pratiche che deve affrontare un sindaco.

 

Ringraziamo giornali e sindaco per l’inattesa visibilità.

Ringraziamo chi continua a strappare i nostri volantini “abusivi”, compreso l’ultimo che riportava un’analisi di Nuto Revelli che non capiamo come possa aver urtato gli altrettanto anonimi “moralizzatori dei muri”.

Ringraziamo chi invece ha potuto leggere i nostri punti di vista e magari farsi delle domande.

Ovviamente torneremo sui muri. Gli spunti interessanti, nella nostra realtà locale, non mancano.

 

 

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